Bottega Beach

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Se siete a Cattolica trovare una piadina o una pizza che non contengano strutto è un’impresa quasi titanica. Le soluzioni sono: o ve le cucinate a casa da soli (ma in vacanza magari vi va anche di rilassarvi) oppure ci rinunciate proprio e optate per ciotolone di insalata e piattoni di verdure di stagione. In realtà esiste un’alternativa! Casualmente ho visto su internet delle foto che mi hanno molto incuriosita, pizze completamente vegan, con mozzarella di riso e tutti ingredienti al 100% vegetali sfornate ogni giorno da Bottega Beach a Pesaro, sul lungomare Nazario Sauro (ai bagni 28 per essere ancora più precisi).

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Non ci abbiamo pensato due volte e così ci siamo recate a Pesaro (da Cattolica ci vogliono circa 20 minuti) per provare la cucina di Bottega Beach. Il locale nasce quest’anno dopo il successo di Bottega Bio, è un chiosco prettamente estivo che sorge sulla spiaggia, così tra una nuotata e partite a biliardino ci si può rinfrescare con succhi biologici, centrifughe di frutta fresca, granite, ma anche fare colazione con cornetto e cappuccino, pranzare, bersi una birra con tanto di stuzzichini per l’aperitivo o fermarsi, come noi, con più calma, quando il sole sta per tramontare, per cenare in tranquillità.

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A pranzo non vi è un menù fisso, ma proposte di primi e secondi piatti che variano ogni giorno, mentre ciò che è possibile ordinare sempre è un’ampia scelta di piadine e pizze farcite con diversi condimenti, tra cui mozzarella, stracchino o gorgonzola di riso, wurstel vegetali, affettato di seitan e di mopur, ma anche insalate componibili come più preferite, taglieri di affettati e formaggi vegetali, bruschette e cruditè di verdure accompagnate da salse.

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Abbiamo assaggiato il tagliere misto di affettati vegan e formaggi vegetali, servito con piadina all’olio e una pizza quattro stagioni condita con wurstel vegetali, olive taggiasche, carciofini e funghi. Tutto gustosissimo e porzioni abbondanti. Gli ingredienti sono freschi, genuini, biologici e il più possibile a km 0. Anche bibite, birre, vini e superalcolici sono vegan e biologici. Il personale è gentile e cordiale e ci è stato raccontato e spiegato la scelta di aprire un locale vegan in uno stabilimento balneare (tra l’altro il primo in Italia).

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Per dessert abbiamo scelto una cheesecake ai frutti di bosco che… sembrava una vera cheesecake! La consistenza era identica, il gusto molto simile, con i vantaggi di essere più leggera e digeribile e soprattutto cruelty free.

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Periodicamente vengono organizzate cene a tema, con menù tipici regionali rivisitati in chiave vegan, showcooking e mini corsi di cucina.

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Che dire, idea originale, che consigliamo sicuramente di provare.

Pasticciata di Seitan

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Da piccola mia madre preparava spesso la pasticciata, tipico secondo romagnolo, ovvero un arrosto cotto in un sugo di pomodoro e insaporito con chiodi di garofano. Tornando in patria ho voluto cimentarmi nella stessa ricetta, ma ovviamente in versione vegana. Così mi son presa un po’ di tempo per preparare in casa il seitan che ho poi cotto seguendo – sommariamente – la ricetta della mamma. Il risultato è stato eccellente e alla fine anche molto semplice.

Ingredienti (4 porzioni):

Per il seitan:
1 kg di farina manitoba
600 ml di acqua

Per il brodo:
2 l di acqua
3 carote
1 cipolla rossa
1 costa di sedano
2 spicchi d’aglio
salsa di soia
rosmarino
noce moscata qb
sale grosso qb
pepe qb

Per il sugo:
1 barattolo di pomodori pelati
1/2 bicchiere di vino rosso
olio extra vergine d’oliva
4/5 chiodi di garofano

Il seitan è il glutine della farina, ovvero la parte proteica che rimane dopo un processo che prevede il lavaggio dell’impasto e lo scioglimento degli amidi che sono idrosolubili.
Preparate l’impasto versando in una ciotola la farina manitoba e aggiungendo a poco a poco l’acqua. Iniziate ad amalgamare i due ingredienti, unite tutta l’acqua e impastate fino ad ottenere una palla liscia e compatta. Fatela riposare nella stessa ciotola coperta di acqua tiepida mentre vi occupate del brodo.

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Secondo me un buon brodo, per non essere insipido, deve essere molto ristretto e preparato su una base di soffritto. Se vi va di seguire questo consiglio tritate mezza cipolla, una carota e la costa di sedano e fate soffriggere insieme agli spicchi d’aglio e due giri d’olio evo. Aggiungete le spezie che preferite, io ho messo una manciata di rosmarino, pepe e una grattata di noce moscata. Coprite il tutto con 2 l di acqua e unite la verdura rimanente tagliata a pezzettoni. Portate a bollore e regolate la sapidità con salsa di soia e sale.

Per lavorare il seitan munitevi di una bacinella che possa raccogliere acqua (se non la sprecate ma la riciclate è molto meglio!) e iniziate letteralmente a lavarlo sotto il getto del rubinetto. Fate dei movimenti simili a quelli per strizzare una spugna, cercando di non strappare o rompere l’impasto, ma di amalgamarlo e compattarlo man mano che l’amido si scioglie. Saprete che è pronto quando l’acqua scorrerà limpida.

Date al seitan una forma omogenea, chiudetelo in un canovaccio pulito e gettatelo nel brodo bollente. Dopo 20 minuti toglietelo dal canovaccio e lasciatelo cuocere ancora un’ora nel brodo.

Versate due cucchiai di olio evo in una casseruola larga e dai bordi alti almeno 10 cm, aggiungete il seitan e fatelo rosolare su tutti i lati. Bagnate con mezzo bicchiere di vino e lasciate evaporare. A parte frullate insieme i pomodori pelati e le verdure utilizzate per il brodo, unite la salsa così ottenuta al seitan. L’ingrediente segreto sono assolutamente i chiodi di garofano, non esagerate però! 4 o 5 chiodini potranno bastare. Lasciate cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, poi tagliate il seitan a fette e cuocete ancora una decina di minuti.

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Se lasciate riposare l’arrosto di seitan nel sugo (ad esempio se lo preparate la mattina e lo gustate la sera) sarà ancora più buono e saporito. Servite tre o quattro fettine a testa, accompagnate da tanto pomodoro e un pizzico di pepe. Dato che nel mio giardino abbonda, e anche perché si sposa molto bene il sapore, ho guarnito con un ciuffetto di finocchio selvatico.

Chiamami Cavallo, vegan food truck

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Curiosando tra le pagine Facebook scopro Chiamami Cavallo, vegan food. E’ il primo food truck in Italia a fare cibo di strada al 100% vegan e si sposta in genere tra Rimini, Riccione e Cattolica. Dopo qualche occhiata alle foto e alle recensioni positive, ci rechiamo nel luogo dove è prevista la sosta, per testare qualcuna delle sue proposte.

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L’ideatore di questo recente autonegozio (nasce nell’autunno del 2014) è Nicola, che ha cambiato alimentazione e stile di vita, decidendo di mettersi alla prova e gettarsi a capofitto in quest’avventura. Gentilissimo e cordiale ci accoglie con degli assaggini e ci racconta un po’ i suoi prodotti.

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Si può scegliere tra burger di legumi, cotoletta di seitan, cassoni ripieni di muscolo di grano (autoprodotto, morbido e speziato, buonissimo!) e cipolla, panzerotti (alla pizzaiola e alla boscaiola, per esempio), girelle farcite con verdure, falafel, involtini primavera, piadine, pizza e focaccia al taglio (anche senza glutine), chips di cipolle, biscotti e dolci (tra cui il rotolo realizzato con farina di canapa e crema alla nocciola).

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E’ vero che i prodotti sono quelli tipici di un cibo consumato velocemente, ma Nicola investe molta attenzione ai dettagli nutrizionali e sceglie materie prime che fanno bene alla salute, come il sale rosa dell’Himalaya, la farina semi-integrale di tipo 2 e lievito madre. Particolare attenzione anche alle bibite, che sono quelle biologiche della Galvanina e ampia scelta di birre.

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Essendo tornate più volte abbiamo assaggiato praticamente tutto, per me si contendono il primo posto in classifica il cassone ripieno e il panino Shakty (burger di ceci e patate, peperoni e cipolla stufati, maionese, salsa di pomodori secchi e salsa piccante), seguono involtini e falafel, ma devo ammettere che tutto è gustosissimo e goloso.

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Se vi siete incuriositi e siete in zona, seguitelo su Facebook per rimanere aggiornati riguardo ai suoi spostamenti, addentando uno dei suoi panini non sentirete affatto la nostalgia dei corrispondenti onnivori!

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Io, Nicola (a destra) e Fabris (un amico del food truck!)

 

CamBio Logico, ristorante vegan & raw

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Partiamo da Firenze, direzione Cattolica, dove io e Vale trascorreremo una parte delle nostre ferie, e decidiamo di intraprendere la strada panoramica del Muraglione che ci collega direttamente a Forlì.
Scegliamo di far tappa qui per cenare al CamBio Logico, il primo ristorante 100% vegan di Forlì, del quale ci hanno parlato molto bene. Si trova in corso Diaz 17, nella zona pedonale, vicino a p.zza Saffi, ma non è stato difficile trovare un parcheggio nelle vicinanze.

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Location molto carina e accogliente, personale gentilissimo e accomodante. Già dal nome mi ispira e incuriosita mi studio i piatti. Il menù è molto creativo e varia spesso, anche il pranzo e la cena differiscono per alcune pietanze.

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Vorrei mangiarmi tutto, propone diverse alternative crudiste, tra cui lasagne di zucchina e mousse di avocado con pinzimonio, ma anche antipasti, insalatone, pasta fatta in casa con diversi condimenti, seitan autoprodotto e ovviamente dolci (anche alcuni di questi sono crudisti).
Frutta e verdura sono di stagione, a km 0 e per quanto possibile biologiche.

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Alla fine opto per gli straccetti di seitan al farro, stufati alla thailandese con latte di cocco, lime, cumino, coriandolo, cannella, paprika, noce moscata, scalogno e arachidi. E’ morbidissimo, speziato e i differenti sapori, accostati tra loro, si esaltano a vicenda.
Vale invece assaggia i maltagliati di farina di grano e mais saltati con caponata, profumano di origano e sono molto gustosi.
Ormai sazie (le porzioni sono belle abbondanti), concludiamo con una fetta di cheesecake raw al cioccolato, con crema di anacardi e cocco… decisamente sublime!

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Il CamBio Logico ospita anche eventi, tra cui conferenze (in questi giorni è stata ospite Paola Maugeri) e concerti musicali.

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A noi, il buon cibo, l’ambiente arredato con gusto e la gentilezza del personale ci hanno fatto veramente una buona impressione, sicuramente quando ci capiterà di nuovo di passare per Forlì ci fermeremo ad assaporare altre prelibatezze! Bravi ragazzi 🙂

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Fritto speziato: Polpette di fagioli al rosmarino, onion rings al curry e patate alla paprika

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Dopo aver preparato i burger ci è venuta voglia di cibo di strada, così – che i nostri fegati abbiano pietà di noi! – siamo rimaste su questo tema con dei fritti non proprio salutisti, ma almeno preparati con le nostre mani! Ogni tanto, ebbene sì, anche i vegani mangiano junk food!
Abbiamo deciso di cucinare delle polpettine di fagioli borlotti, onion rings e patatine fritte alla paprika. Fate scorta di ketchup e maionese, si mangia!!!

Ingredienti:
Olio di semi di girasole o di mais

Per le polpette (circa 10):
250 gr di fagioli borlotti precotti
1 cucchiaino di rosmarino
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiai di semi di girasole
pangrattato qb
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di acqua
sale qb

Per le onion rings al curry (circa 20):
1 cipolla rossa di medie dimensioni
3 cucchiai di farina
2 cucchiai di curry
2 cucchiai di acqua
sale qb

Per le patate alla paprika:
3 patate
paprika qb
sale qb

Innanzitutto sappiate che servirà tanto olio per friggere! Potete preparare tre pentolini diversi se non volete rischiare di mischiare i sapori o solo uno dove cuocerete una preparazione per volta.

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Versate in una ciotola i fagioli borlotti precedentemente lessati, schiacciateli con una forchetta fino a ridurli in purè, aggiungete olio, sale, rosmarino tritato, i semi di girasole (interi o tritati, in base al vostro gusto) e tanto pangrattato fino a riuscire a modellare delle polpettine.

Con acqua e farina preparate una pastella densa, immergete le polpette e poi passatele nel pangrattato. Sono pronte per essere fritte. Cuocetele per un massimo di 4/5 minuti, altrimenti la panatura rischierà di sfaldarsi.

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Sbucciate la cipolla e tagliatela a rondelle larghe circa mezzo centimetro. Ogni rondella deve essere “sfogliata” per rimuovere gli anelli interni. Preparate la pastella con acqua, farina e curry, deve essere molto densa, altrimenti non rimane attaccata.

Intingete ciascun anello di cipolla nella pastella ottenuta e friggete in abbondante olio bollente per circa 3 minuti.

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E le patate fritte? Beh, non penso ci sarebbe bisogno di scriverlo… ma ormai mi tocca!!! Pelate le patate e tagliatele a fettine molto sottili, friggete e quando saranno pronte adagiatele su carta assorbente e cospargete di paprika e sale.

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Se vi viene un’improvvisa voglia di fast food, ora sapete come appagarla!!!

Burger di lenticchie con focaccine integrali senza lievito

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Poco tempo per il pranzo, voglia di un panino che non abbia le solite tre verdurine? Nulla di meglio di un burger di lenticchie, specialmente se accompagnato da focaccine integrali che si preparano rapidamente e che non hanno bisogno di lievitazione. Per farcirlo vi potete sbizzarrire con gli ingredienti che preferite, noi abbiamo scelto maionese, insalata, pomodoro e cipolla in stile fast food (ma molto più sano!). I burger hanno una consistenza perfetta e il successo è assicurato.

Ingredienti (3 porzioni):

Per 3 burger:
250 gr di lenticchie lessate
1 carota
1 spicchio d’aglio
1 fettina di cipolla rossa
2 cucchiai di passato o concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di olio evo
70 gr di pangrattato
sale qb

Per 3 focaccine:
300 gr di farina integrale
150 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale

Per farcire:
1 pomodoro
una decina di foglie di lattuga
uno spicchio di cipolla rossa
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In una ciotola versate la farina integrale, aggiungete sale, olio e l’acqua a poco a poco, amalgamando con le mani. Prelevate la palla formatasi e lavoratela su una spianatoia infarinata finché risulterà liscia ed omogenea. Lasciatela riposare in frigo avvolta dalla pellicola mentre preparate i burger vegani.

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Frullate le lenticchie lasciandone qualcuna intera. Grattugiate la carota o tritatela finemente al coltello e aggiungetela alle lenticchie insieme ad aglio e cipolla tritati. Mescolate il tutto accorpando il passato di pomodoro, l’olio evo, il pangrattato e il sale. Con le mani formate delle palline e poi schiacciatele modellandole per dar loro la forma di medaglioni. Con queste grammature verranno 3 burger da circa 110 gr l’uno.

Prelevate l’impasto delle focaccine dal frigo e suddividetelo in tre porzioni delle stesse dimensioni. Stendete ogni pallina aiutandovi con un mattarello formando dei dischi aventi uno spessore di circa 1,5 cm.

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In una piastra unta d’olio fate cuocere le focaccine da entrambi i lati, tagliatele a metà e date una scottata anche alla parte interna. Cuocete anche i burger da entrambi i lati, finché risulteranno belli dorati.

Ora spalmate sulle focaccine la maionese vegan (noi abbiamo spolverato con qualche semino di papavero), aggiungete sulla base la lattuga tagliata, due fettine di pomodoro, adagiateci sopra il burger e terminate con della cipolla rossa tagliata sottile e l’altra metà della focaccina.

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Genuino, semplice e goloso!

Lasagne vegan con pomodori datterini, fiori di zucca e pesto ai pistacchi

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Nonostante ultimamente stia seguendo un’alimentazione prevalentemente fruttariana – colpa del caldo e della prova bikini :p – per la cena in famiglia ho fatto uno strappo alla “regola” e dato che avevo a disposizione tutta la domenica ho deciso di preparare delle lasagne con sfoglia home-made (anche perché la sfoglia per lasagne senza uova o non la trovo o costa una follia). Diciamo che se la pasta la si stende con l’apposito attrezzo tutta la preparazione risulta molto più rapida, ma, essendone sprovvista, mi sono armata di mattarello e pazienza stendendo un pezzettino alla volta. Il condimento scelto è decisamente fresco, estivo e profumato.

Ingredienti (6 porzioni):

Per la sfoglia:
400 gr di farina di semola di grano duro
240 ml di acqua tiepida
5 gr di sale

Per il ripieno:
1 kg di pomodori datterini
300 gr di fiori di zucca
3 cucchiai di olio evo
peperoncino in polvere a piacere
sale qb

Per il pesto:
60 gr di basilico
40 gr di pistacchi
40 gr di olio evo
1 tazzina di acqua
sale qb

Per la besciamella:
400 ml di latte di soia non zuccherato o di avena
40 gr di farina
40 gr di olio evo
sale qb
pepe qb
noce moscata qb

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Innanzitutto procedete preparando la pasta per lasagne senza uova. Versate la farina in una ciotola creando un incavo al centro dove aggiungerete il sale e l’acqua a poco a poco. Mentre versate l’acqua iniziate a impastare con l’altra mano finché avrete accorpato tutta la farina.

Cospargete un po’ di farina sulla spianatoia e continuate a lavorare la pasta senza mai strapparla fino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per circa un’ora.

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Nel frattempo preparate il ripieno. Lavate i pomodori datterini e i fiori di zucca. Tagliate i pomodorini in quattro parti e i fiori a listarelle sottili. Fate scaldare in padella tre cucchiai d’olio evo, versate i fiori di zucca e lasciate ammorbidire. Aggiungete poi i pomodorini, lasciate cuocere a fuoco moderato. A fine cottura aggiungete sale e peperoncino a piacere.

Per la besciamella seguite questa ricetta.

Nel bicchiere del minipimer versate il basilico, i pistacchi precedentemente tritati, l’olio evo e un cucchiaio d’acqua e frullate. Aggiungete altra acqua fino ad ottenere la consistenza desiderata. Aggiustate di sale.

A questo punto siete pronti per stendere e cuocere la sfoglia. Prendete una pentola larga e capiente e riempitela per metà d’acqua, portate a bollore e salate. Aggiungete un cucchiaio di olio evo affinché la sfoglia non si attacchi durante la cottura.

Prendete l’impasto e dividetelo in piccole palline che stenderete con il mattarello una alla volta. Se invece siete provvisti dello stendipasta stendete tutto l’impasto e successivamente tagliatelo in rettangoli.

 

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Cuocete i rettangoli di pasta nell’acqua bollente per circa 5 minuti. Una volta cotti stendeteli su degli strofinacci puliti ad asciugare.

E ora componete la lasagna! Preriscaldate il forno a 180°. In una teglia rettangolare dai bordi alti stendete un primo strato di besciamella seguito da uno di pasta, ancora besciamella, pomodorini e fiori di zucca e qualche cucchiaiata di pesto diluito in acqua calda (va benissimo l’acqua di cottura della pasta). Seguite lo stesso procedimento per tutti gli strati (io ne ho fatti sei) tranne l’ultimo dove metterete solo besciamella e pesto. Infornate per circa 30 minuti.

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Sfornate e lasciate raffreddare leggermente prima di tagliare. Potete servire ogni porzione cospargendola di pesto fresco e guarnendo con pistacchi tritati. Una delizia!