Bruschette: ricetta antispreco!

bruschetta vegan

Quando si cucina capita spesso che avanzi qualcosa, o perché sperimentando una nuova ricetta si abbonda con gli ingredienti o perché, magari, durante la sua preparazione, ci si sazia già con i vari assaggini! Sarebbe un peccato buttare quello che resta, così, con un po’ di creatività e fantasia, nascono le “ricette antispreco”!

Abbiamo utilizzato ciò che rimaneva dal millefoglie di melanzane e, aggiungendo qualche ingrediente in più e improvvisando una salsina al lime, ecco realizzate delle bruschette sane e vegan, da servire durante l’attesa della portata principale.

Per il pane abbiamo optato per quello integrale, profumato e genuino, abbrustolito sulla griglia.

Più che una vera e propria ricetta, questo post vuole essere un invito a non sprecare e uno spunto per reinventarsi dei piatti con gli stessi ingredienti del giorno prima.

bruschette vegan

  • 1° bruschetta: ho tagliato a dadini la melanzana avanzata, l’ho cotta in padella con un filo d’olio evo, una cucchiaiata di emulsione di basilico e qualche fogliolina di origano fresco. L’ho adagiata sopra la fetta di pane abbinandola ai cubetti di pomodoro. Very good!
  • 2° bruschetta: oltre agli avanzi della ricetta precedente, in frigo avevamo cetriolo e lime. Abbiamo escogitato un connubio rinfrescante e aspro, un po’ pungente, ma che contrastato dall’amaro dei semi di sesamo tostati è molto gradevole. Ho sperimentato una crema al lime seguendo un procedimento simile a quello della besciamella. Si versa il latte d’avena (100 ml), un cucchiaio di olio di semi di mais, due cucchiai di amido di mais, succo e scorza grattugiata di un lime e un cucchiaio di aceto di mele, in un pentolino, portando a bollore. Una volta che si è addensata spegnete il fuoco e lasciate raffreddare in frigo. Solo quando sarà completamente fredda passatela al minipimer per ottenere un composto liscio ed omogeneo. Cospargete il pane di questa salsa, cetriolo tagliato a fettine o a spaghetti e qualche semino di sesamo. Et voilà!
  • 3° bruschetta: parte della stessa melanzana della prima bruschetta l’ho ridotta in crema con il minipimer, mentre l’altra l’ho lasciata a cubetti e ho composto la bruschetta. Stesso ingrediente, due consistenze diverse, facilità disarmante!!!

E voi come impiegate i vostri avanzi? Siete creativi in cucina?

 

Crescione vegan con patate e cavolo nero

crescione vegan patate e cavolo nero

Di tanto in tanto le mie origini romagnole fanno capolino e mi torna la voglia di mangiare cibi tipici della mia zona. Il crescione, cascione o cassone (è la stessa cosa, ma da Cesena a Cattolica cambia spesso il nome!) è una sorta di piada, farcita tradizionalmente con erbe (il crescione, appunto) e chiusa nei bordi.  La ricetta originale prevede l’utilizzo di strutto e latte per l’impasto, noi ovviamente lo abbiamo totalmente veganizzato, mutando anche il classico ripieno.

Ingredienti (2 porzioni):
150 gr di farina 00
50 gr di farina 0
15 gr di olio evo
2 gr di sale
100 ml di acqua tiepida
Per il ripieno:
500 gr di patate
1 mazzetto di cavolo nero
2 spicchi d’aglio
40 gr di olio evo
sale qb

Sbucciate le patate e tagliatele e cubetti, cuocetele al vapore insieme al cavolo nero. Setacciate le due farine all’interno di una ciotola, versatevi l’olio, il sale e man mano l’acqua che deve essere tiepida. L’impasto deve risultare compatto, elastico e liscio. Una volta formata una palla avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare in frigo almeno mezz’ora.

Quando il cavolo nero è cotto, soffriggetelo in padella insieme ai 40 gr di olio evo e ai due spicchi d’aglio (ricordatevi di toglierli appena saranno dorati, altrimenti conferiranno un sapore troppo amaro), aggiungendo un po’ di acqua se il cavolo risulta duro e un pizzico di sale a fine cottura.

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Quando anche le patate sono cotte frullatele con il minipimer fino a ridurle in un purè, occorrerà aggiungere acqua e olio per ottenere la giusta consistenza. Se invece vi piace una consistenza più rustica, lasciate le patate a dadini.

Passata la mezz’ora prendete l’impasto, dividetelo in due parti uguali, spargete un po’ di farina sul piano di lavoro, e stendetelo con il mattarello in modo da formare un disco di circa 20 cm di diametro (per ora è una piadina)… non deve essere troppo sottile perché altrimenti non regge il peso del ripieno!

A questo punto vi consiglio di scaldare una piastra (da noi si chiama teggia, è simile a quella che si usa per cuocere le crepes) o se non l’avete una padella antiaderente. Mettete a cuocere la piada e velocemente versateci sopra il ripieno, chiudetela e sigillatela sul bordo con una forchetta: diventerà così il vostro crescione!

Il bello è che vi potete sbizzarrire con il ripieno e trovare gli abbinamenti che più vi piacciono! Si può mangiare come pasto unico – in Romagna è diventato il re dello street food – ma se lo tagliate a spicchi e lo condividete è un’ottima merenda o aperitivo.

crescione vegano patate e cavolo nero